Blefaroplastica Superiore: Linee Guida Per un Intervento Corretto
Durata video: 5′ 54″
Trascrizione completa intervista
Per quanto riguarda la blefaroplastica superiore è uno degli interventi in assoluto più richiesti dai nostri pazienti che vedono un invecchiamento, diciamo una caduta ,un abbassamento della palpebra superiore soprattutto della pelle della palpebra superiore che va distinta dalla ptosi palpebrale che è un vero e proprio abbassamento del margine della palpebra sull’occhio, quindi a volte esistono insieme a volte predomina una rispetto all’altra, ma sicuramente la presenza di eccesso di tessuto sulla palpebra superiore che causa un appesantimento dello sguardo quindi un invechiamento dello sguardo è uno degli interventi più richiesti dai miei pazienti.
Le soluzioni che abbiamo per il trattamento di questo problema consistono semplicemente nella blefaroplastica superiore che viene eseguita in maniera routinaria, in maniera sicura, basandoci su dei concetti molto importanti che ci permettono di offrire i risultati migliori possibili e variare da persona a persona la tecnica a seconda delle variazioni soggettive.
Tipicamente i concetti importanti sono rappresentati dal nascondere le nostre incisioni nella piega della palpebra superiore che noi tutti abbiamo, che è dove la pelle si dispone a ripiegarsi su se stessa in modo tale che ad occhio aperto la cicatrice diventa invisibile, quindi facciamo dei segni che sono potenzialmente visibili, ma ad occhio aperto la nostra cicatrice non si vede.
Misurare esattamente la quantità di pelle che si lascia, permette di essere assolutamente simmetrici sui due occhi in modo tale da ottenere una perfetta simmetria.
Quindi due concetti: la posizione della piega che si lascia in entrambi gli occhi ci permette di fare la stessa chirurgia sicura e simmetrica. Oltre all’esportazione della pelle che molte volte è necessaria, nella blefaroplastica superiore, bisogna a volte associare la rimozione del grasso che al di sotto della pelle spinge e gonfia un pochino e rende pesante questa zona.
Quindi si fa una lipectomia nella palpebra superiore, si toglie il grasso e questo permette di ottenere una bella profondità nel solco palpebrale, quindi ripristinando la forma e i volumi giovanili. Infatti la caratteristica di questa chirurgia è quella di non modificare lo sguardo del singolo paziente, ma di riportare lo sguardo all’estetica del paziente di quando era giovane, quando non c’era quella pelle in eccesso, quando quel grasso era molto meno e quando tutto sembrava bello e stirato.
I tempi di recupero della blefaroplastica superiore sono veramente rapidi, nel giro di 5-7 giorni togliamo i punti, un pochino di gonfiore, di ematoma della durata di pochi giorni che si risolve spontaneamente e il paziente ha un recupero funzionale immediato, cioè ha gli occhi aperti un minuto dopo l’intervento e vede normalmente, quindi può riprendere la propria attività passate le 48 ore di routine, di tranquillità .
Non c’è dolore nella maniera più assoluta, nè durante l’intervento, nè dopo l’intervento. Come in tutti gli interventi chirurgici, anche la blefaroplastica superiore, pur essendo un intervento molto semplice e che dà un appagamento sia al chirurgo che al paziente nella stragrande maggioranza dei casi, va trattato come un intervento vero e proprio, quindi va eseguito in ambienti sterili, in sale operatorie appropriate con un’equipe completa includente l’anestesista, infermieri e soprattutto con la monitorizzazione delle funzioni vitali.
Nella mia filosofia ho trovato che una sedazione endovenosa somministrata dall’anestesista con il controllo dei parametri vitali, offre al paziente un intervento quasi piacevole per cui il paziente non ha stress, non ha paura, non sente dolore, non ha neanche il ricordo delle punturine che sono quelle che possono minimamente lasciare qualche bruciore lì per lì.
L’intervento si svolge entro i 45 minuti e il paziente viene dimesso nella mezz’ora successiva alla fine dell’intervento. Raccomandazioni pratiche per ridurre l’edema e il gonfiore nelle prime ore sono dormire per le prime due notti su due cuscini, quindi con la testa un più rialzata e utilizzare impacchi di ghiaccio abbastanza continuamente durante la giornata.
Non ci sono rischi particolari per questo tipo di intervento anche se, diciam,o l’occhio è a rischio in percentuali estremamente basse, un caso su un milione: abbiamo avuto in Italia una paziente recentemente, ma è uno degli unici casi riportati nella letteratura internazionale di perdita della vista per un intervento di blefaroplastica superiore: quindi si è verificata in quel caso un’infezione, ma noi non abbiamo alcuna paura di infezioni perchè somministriamo antibiotici endovena durante l’intervento, per bocca dopo l’intervento, pomate sulle ferite.
Eseguiamo l’intervento in ambienti sterili e in sale operatorie appropriate quindi i rischi sono assolutamente minimi rispettando i principi che abbiamo prima detto.
Dott. Francesco Bernardini
Genova – Torino – Milano
www.oculoplasticabernardini.it

