NEW YORK – Gli americani sono “scombussolati” dalla recessione e fino lo scorso anno spendevano $10 miliardi in interventi di chirurgia estetica, i dati però sono in calo del 3 % già dal 2008 e la crisi comprende tutte le procedure più popolari secondo i nuovi dati acquisiti.
Mastoplastica additiva, rinoplastica, blefaroplastica, liposuzione e addominoplastica sono tutte in calo, in particolar modo la liposuzione che ha il calo più forte di tutta la crisi. Come si può vedere dalle ultime cifre dal American Society of Plastic Surgeons (ASPS).

In generale i cinque interventi più eseguiti nel 2009 erano:
- mastoplastica (-6,00 %)
- rinoplastica (-8,00 %)
- blefaroplastica (-8,00 %)
- liposuzione (-19,00 %)
- addominoplastica, o l’eliminazione chirurgica di adipe in eccesso presente sull’ addome e sullo stomaco (-5,00 %).
Questo calo rappresenta il primo dato negativo nella storia della chirurgia estetica. Infatti il trend di crescita della spesa per chirurgia estetica negli ultimi 20 anni negli Stati Uniti è stato caratterizzato da una crescita costante con punte a due cifre percentuali.
Gli esperti comunque sostengono che la diminuzione avvenuta non è dovuta ad un cambiamento culturale nei confronti della chirurgia estetica ma all’effetto della crisi economica che si è abbattuto sugli USA.
Le aspettative di ripresa sono conseguentemente elevate e si ritiene che già dalla seconda metà di questo hanno si vedrà nuovamente un trend positivo.
















