Federsalus Scende in Campo Contro la Contraffazione degli Integratori
Integratori contraffatti e “contaminati” dai farmaci, livelli di ingredienti vegetali e dei loro derivati fuori dai canoni indicati, continue operazioni di sequestro da parte del Comando Carabinieri per la Tutela della Salute di prodotti che non rispecchiano gli standard qualitativi stabiliti.
La crescita nel consumo di integratori, con un +13,4% rispetto al 2009 (Dati Nielsen per FederSalus), che testimonia come siano diventati un bene irrinunciabile per la cura personale, e la contemporanea crisi economica, spinge sempre più italiani ad acquistare questi prodotti via internet.
Ma, in cambio di un risparmio economico apparente, i consumatori che utilizzano siti di e-commerce per comperare gli integratori vanno spesso incontro a truffe ma soprattutto a numerosi, e talvolta letali, rischi per la propria salute.
È per questo che, FederSalus, la Federazione Nazionale dei Produttori di Prodotti Salutistici, ha deciso di scendere in campo con l’obiettivo di tutelare i consumatori e di garantire la sicurezza del mercato italiano.
“FederSalus crede e lavora affinché tutti gli integratori siano prodotti e commercializzati rispettando non solo le norme di legge, ma anche i parametri di eccellenza che fanno la qualità di un integratore, per cautelare prima di tutto il consumatore – dichiara il Dottor Germano Scarpa, Presidente di FederSalus – A questo proposito abbiamo dedicato diverse iniziative tra cui la costituzione di un gruppo di studio sulla qualità, la definizione di regole volontarie raccolte in un documento interassociativo quale il Codex Herbarum”.
L’Oms, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, definisce come “contraffatto” un farmaco o un integratore la cui etichettatura è stata deliberatamente e fraudolentemente preparata con informazioni ingannevoli circa il contenuto o l’origine del prodotto.
E se la contraffazione dei farmaci si attesta appena sull’1% del totale (parametro non preoccupante se confrontati con le medie del resto d’Europa o degli Stati Uniti) sempre più integratori alimentari sono a rischio contraffazione.
L’ultimo caso si è verificato pochi giorni fa quando i Carabinieri del Nas di Firenze hanno sequestrato 5270 confezioni di falso viagra, pubblicizzato e commercializzato come integratore alimentare a base di gherigli di noce, materia prima proveniente dalla Cina.
I Nas di Trento, inoltre, lo scorso febbraio, hanno interrotto il commercio per corrispondenza su Internet di capsule contenenti sibutramina, un principio attivo farmacologico di sintesi ad azione anoressizzante vietato già da alcuni mesi dall’Agenzia Italiana del Farmaco.
Ma come si può essere certi di acquistare integratori alimentari che provengano da Paesi con idonei controlli di sicurezza e che non rappresentino un rischio per la propria salute?
Per non cadere in spiacevoli e talvolta pericolose trappole, il consiglio è quello di affidarsi al proprio medico di fiducia che potrà indirizzare il consumatore verso un acquisto ragionato, consapevole e sicuro, indicando inoltre la metodologia di utilizzo più corretta e adeguata al profilo personale.
A garantire una maggiore sicurezza anche per chi si ostina alle cure “fai da te” sono gli integratori prodotti sul territorio italiano, sottoposti ad approfonditi controlli, e dove le aziende del settore si sono dotate di numerosi codici di autoregolamentazione per la tutela dei consumatori e del mercato stesso.
Primo fra tutti l’innovativo “Codex Herbarum”, nato dall’impegno delle associazioni dei settori Erboristico e degli Integratori (FederSalus, Assoerbe, AIIPA, CNA, Confartigianato).
Costantemente aggiornato, il codice propone regole e limiti da imporre alle società produttrici in un comparto come quello degli integratori alimentari a base di ingredienti erboristici dove c’erano e permangono ancora alcune zone d’ombra normative.
Il Codex Herbarum vuole essere uno strumento per chi opera nel campo tecnico-normativo sia indicando i limiti di riferimento commercialmente accettati e sia affermandosi come autoregolamentazione degli operatori del settore. Il codice, infatti, si inserisce perfettamente nella linea d’azione delle associazioni di settore con l’obiettivo principale di migliorare gli standard qualitativi dei prodotti.
FederSalus, inoltre, ha concluso proprio lo scorso gennaio una serie di incontri e di corsi di formazione, della durata di 2 anni, sulla qualità negli integratori alimentari.
Gli esperti del gruppo di studio dell’associazione hanno delineato le linee guida Qualità FederSalus, comprensive di una Check List dei Fornitori e delle schede Qualità Materie Prime. Tutte le aziende associate, dunque, hanno potuto usufruire delle indicazioni per ottemperare ai regolamenti vigenti e per garantire ai propri consumatori prodotti di alta qualità, ovvero altamente efficaci.
Per non perdere di significato e valore, infatti, gli integratori alimentari devono essere formulati con materie prime di qualità, prodotti secondo rigorosi processi e realizzati con criteri formulativi e razionali di massima scientificità.
ufficio stampa
Valerio Giacomoni
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