Che cos’è la bellezza? Una percezione soggettiva, certo, ma che risponde pur sempre a determinati canoni.
Grazie agli studi sulla morfologia, per esempio, gli esperti hanno scoperto che il vero fascino sta nella “neotenia”, ovvero nei lineamenti fanciulleschi del viso: occhi grandi e luminosi, naso piccolo e regolare ma soprattutto guance piene e sode.
La chirurgia estetica ha da tempo raccolto il mood, tanto che anche negli interventi proposti l’obiettivo primario non è più stirare le rughe e “liftare” la pelle come fosse un foglio di carta arricciata, bensì lavorare sui volumi, riempiendo le zone scavate, o svuotate dall’età, per restituire così al viso un aspetto più giovane e naturale.
L’intervento più richiesto per una veloce rinfrescata è senza dubbio l’innesto di filler all’acido ialuronico. E oggi, grazie all’ausilio di una “nano-cannula” hi-tech, del calibro di un ago tradizionale ma più lunga, flessibile e con la punta arrotondata, siamo di fronte a una rivoluzione copernicana rispetto alla correzione estetica tradizionale.
Ci riferiamo alla Soft Restoration, tecnica di ringiovanimento mini invasiva e no pain che attenua le rughe, ma soprattutto rimodella e restituisce ai tratti del viso grazia e armonia.
I vantaggi di questa metodica, assolutamente indolore, sono molti: al posto di dozzine di punture sul viso, che non tutti sopportano, basta un solo forellino d’ago per parte se la zona da trattare è circoscritta, ad esempio all’area zigomatica o altro, e due forellini d’ingresso per parte se si deve trattare tutto il viso.
La grande flessibilità e l’ottima scorrevolezza dello strumento all’interno dei tessuti permette di distribuire il gel di acido ialuronico uniformemente sulla zona interessata, quasi “spalmandolo”, cosa che nessun ago rigido potrebbe mai fare.
Per saperne di più: soft lifting
Prof. Giuseppe Sito
chirurgo estetico
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