L’ Esoftalmo è quando si hanno gli occhi in fuori, sporgenti.
Può essere monolaterale o bilaterale e può essere dovuto a fenomeni infiammatori (pseudotumor) o a malattie specifiche legate alla disfunzione di altri organi (associato a malattia della tiroide) o a tumori dell’orbita, benigni o maligni, primitivi o metastatici; persino a disordini vascolari (varici, fistole). Sono spesso associati a compromissione visiva (calo di vista) e della motilità oculare (diplopia).
La diagnosi differenziale talora è molto difficile, richiede esami come l’ecografia, la TAC , la RMN e talora può essere ottenuta solo con una biopsia o un esame con agoaspirato (FNAB).
Analogamente le tecniche chirurgiche richiedono un adeguato training da parte del chirurgo e la conoscenza della chirurgia ossea che pochi oculisti hanno, a meno che non siano chirurghi oculoplastici. Per tale ragione anche alcuni chirurghi maxillo-facciali, otorini e neurochirurghi eseguono questi interventi.
Senza voler fare del campanilismo, ritengo che dato il contenuto dell’orbita il chirurgo “naturale” possa essere l’oculoplastico, ma chiunque fra gli specialisti succitati abbia sviluppato una seria ed approfondita conoscenza in primis delle problematiche diagnostiche e d’indicazione chirurgica e poi della gestione delle eventuali complicanze, può a buon diritto affrontare questa insidiosa branca della medicina.
Info:
Dott. Dario Surace
Direttore Unità Operativa di Oculistica
Ospedale S.Maria del Carmine di Rovereto (TN)
Tel. n. verde 848.816.816
www.dariosurace.it
mail@dariosurace.it

















