Il dolore sacro iliaco derivante da una patologia che interessa l’articolazione Sacroiliaca (SIJ), rappresenta un 20% delle cause di dolore lombare.
L’incidenza di tale patologia è sicuramente aumentata negli ultimi 10 – 15 anni, e questo è legato a molteplici fattori tra cui i seguenti:
- Aumento del numero di pazienti operati al rachide lombare (artrodesi vertebrali)
- Aumento dei pazienti portatori di artroprotesi totale d’anca (ATA)
- Aumento di attività comportanti un sovraccarico a livello SIJ
- Mancata diagnosi di dolore sacroiliaco
- Mancanza di dispositivi dedicati al trattamento del dolore sacroiliaco.
Il dolore Sacroiliaco colpisce per lo più i pazienti anziani (oltre i 60 anni), operati al rachide lombare o di AT1, affetti da spondilosi lombare od osteoporosi severa o patologie reumatiche (in particolare spondilite anchilosante).
Nei giovani, le cause possono essere traumatiche, secondaria a parto distcico (frequente nelle donne giovani), da displasia congenita d’anca, patologie reumatiche o in esiti di chirurgia vertebrale.
La diagnosi è frequentemente di SEDE (dolore al di sotto della Spina Iliaca posteriore superiore, spesso monolaterale non modificatasi con la postura).
Alcuni test evocatici (in particolare il test di FABER) possono essere indicativi di dolore Sacroiliaco (che può peraltro mimare una coxalgia od una sciatalgia, specie nel metamero S1), ma la diagnosi di certezza può solo essere fatta dopo “infiltrazione selettiva Rx guidata intrarticolare e con anestetico locale.
Tale infiltrazione deve essere fatta in modo selettivo e solo sotto guida fluoroscopia, e può essere ritenuta positiva se il dolore si riduce almeno del 60-80%.
Nelle forme infiammatorie pre, l’aggiunta di cortisonico depo e di acido ialuronico può portare ad un pain relief perdurane per mesi, mentre nelle forme da instabilità meccanica (più frequenti) il beneficio può essere di alcune ore o massimo di qualche giorno, per poi ripresentarsi il dolore alla stessa intensità e nella stessa sede.
In questi casi i rimedi terapeutici possono essere di due tipi:
- Denervazione sensitiva della S.I. in Radiofrequenza, con sistemi percutanei che agiscono interrompendo le connessioni nervose sensitive lombosacrali afferenti dalla S.I. (Sistema Synergy, Baylys Co Canada)
- Artrodesi posteriore della S.I. con sistema I-Fuse (SI-BONE, USA)
Entrambi i sistemi (in particolare il Sistema i-Fuse), possono dare un pain relief costante e duraturo.
La scelta del sistema terapeutico deve avere fatto in base all’entità del dolore, l’estensione dello stesso, l’età del paziente e le patologie concomitanti.
Tali trattamenti devono essere eseguiti strettamente in comparto operatorio, in anestesia locale o loco regionale e comportano un periodo di convalescenza di circa 30 – 40 giorni.
Per maggiori informazioni:
Dott. Rodolfo Bucci
Banchette (TO) – tel 0125.613183
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